Verifica di scienze del 24 marzo 2018

1) Nella seguente immagine metti i nomi ove indicato. (pt. 4)


2) Secondo te quali sono i vulcani più pericolosi e perché? (pt. 6)

I vulcani più pericolosi sono quelli a carattere esplosivo (1), possono essere sia i vulcani a strati ma soprattutto quelli di tipo peleano (1), caratterizzati da una lava molto acida e poco fluida (1). Sono pericolosi appunto per la loro attività esplosiva con lancio di lapilli e bombe vulcaniche (1) e la possibilità di formazione di nubi ardenti (1) che sono grandi nuvole di polveri e ceneri ad alta temperatura che scendono a gran velocità giù per le pendici del vulcano(1).



3) Sapresti spiegare l’immagine qui a fianco? In un certo senso ricorda Pompei, perché?(pt. 4)

Nell'immagine a fianco si vede una nube ardente (1)che, scesa rapidamente dalle pendici di un vulcano(1), sta per investire una macchina. Ricorda Pompei perché molto probabilmente anche questa cittadina fu colpita da una nube (1) ardente scesa dal Vesuvio nel 79 d.C.(1)


4) Nell’immagine a lato si parla di onde un po’ particolari, spiega l’immagine e descrivile.(pt. 10)

Si tratta di onde sismiche(1), un particolare  tipo di vibrazioni create da un terremoto(1). Le prime onde che si avvertono, le più veloci(.5), sono chiamate onde primarie(1), sono onde di compressione(1) e provocano pochi danni(.5). Le seconde sono dette onde secondarie(1), sono onde trasversali o di taglio (1)e, come si vede dalla traccia lasciata dal sismografo, sono avvertite in modo maggiore e possono causare danni(1). Le ultime ad arrivare sono le onde lunghe(1), sono onde che si propagano a partire dall'epicentro e corrono appena sotto la superficie del terreno(1), sono le più violente e pericolose, sono quelle che provocano i danni maggiori(1).


5)  Secondo te come ci si può difendere dai terremoti? (pt. 6)

L'unica difesa possibile sta nella prevenzione
(1) e, dato che il pericolo maggiore è costituito dal crollo delle abitazioni e degli altri manufatti (1), è importante costruire case che possano resistere alle scosse (1). Questo si ottiene rendendo le strutture più elastiche (1), sia diminuendone il peso sia usando materiali meno rigidi (1) specialmente se ci si trova in una zona considerata ad alta sismicità in base alla carta di rischio sismico (1). Altra forma di prevenzione è quella di istruire la popolazione sul corretto modo di comportarsi in caso di terremoto (1).


6)  Spiega le tre  immagini (pt. 15)



5 pt

In questa immagine è rappresentata la nascita di un oceano
(1). Si notano due margini divergenti (1) che stanno via via allontanandosi (1) mentre nel mezzo sale il magma dal mantello a formare sia nuova crosta oceanica (1), sia una dorsale oceanica costituita da montagne anche di rilevante altezza(1).


5 pt


In questa immagine sono rappresentate due placche oceaniche convergenti
(1), una delle due sprofonda sotto l'altra in corrispondenza di una fossa oceanica (1). La crosta oceanica che sprofonda aumenta via via la sua temperatura (1) sino ad arrivare alla fusione. Il magma, essendo più leggero delle rocce circostanti (1), risale dando luogo ad archi di isole vulcaniche (1).

7 pt

In questa immagine sono rappresentate due placche convergenti
(1), una è una placca oceanica, mentre l'altra è una placca continentale (1) (più leggera). La placca oceanica sprofonda sotto l'altra in corrispondenza di una fossa (1). Come nell'immagine precedente, la crosta oceanica sprofondando aumenta la propria temperatura sino alla fusione (1). Il magma risale dando luogo, sul continente, ad una catena montuosa vulcanica (1). Dato però che lo sprofondamento della crosta oceanica non avviene in modo continuo ma a scosse (1), lungo i margini di scorrimento si trovano gli ipocentri dei terremoti (1) che poi in quelle zone si verificano.

Totale indicativo punti 45